Cosa deve fare un’azienda per utilizzare lo Smart Working?

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Data:
04 Dic 2017

La disciplina dello Smart Working ha come obbiettivo quello di disegnare una corretta cornice per una modalità di lavoro flessibile, che mira ad agevolare una migliore conciliazione di tempi di vita e di lavoro e ad incrementare la competitività delle imprese anche attraverso il benessere dei lavoratori. Ne approfondisce le implicazioni legali l’ avvocato Donatella Cungi , partner di Toffoletto De Luca Tamajo, durante il workshop “A ciascuno il suo Smart Working”, un focus sulle tutele legali organizzato da Toffoletto De Luca Tamajo congiuntamente a RWA Consulting e lo Studio Pilotina di Bologna.
 
Il lavoro agile può tradursi in un effettivo vantaggio economico per le imprese, per questo sono fondamentali le attività preliminari che le aziende devono intraprendere per essere pronte ad offrirlo. Oltre all’accordo scritto con il dipendente interessato e alla policy sull’utilizzo degli strumenti di lavoro, l’azienda dovrà redigere un codice disciplinare e un’informativa scritta sui rischi generali e specifici. Per tutte queste attività sarà quindi importante affidarsi ad un consulente legale e avviare un processo di analisi della situazione “as IS”  che individui i potenziali rischi e suggerisca le migliori raccomandazioni per istituire best practice e procedure. A tale proposito, Toffoletto de Luca Tamajo offre alle aziende un servizio di consulenza e assistenza per ottenere un risultato concreto in modo veloce ed efficiente.